Husserl: essenza e individuo

La scienza fenomenologica pura, in quanto è pura e non fa alcun uso della posizione esistenziale della natura, può essere solo ricerca di essenze e per nulla mai ricerca di esistenze; ogni introspezione ed ogni giudizio basato su di una tale “esperienza” cade al di fuori dei confini della fenomenologia. L’individuo, considerato nella sua immanenza, può solo essere posto come un “questo qui” ed in tutti i casi può essere incluso nei concetti rigorosi di essenza dovuti alla sua analisi d’essenza. Infatti l’individuo non “è” essenza, ma solo “ha” un’essenza, che può predicarsi di esso con evidente validità. Ma fissarlo come individuo, dargli posto in un mondo di esistenze individuali, questa non è cosa che si può certo ottenere con quella semplice sussunzione. Per essa il singolare è eternamente “apeiron”; d’oggettivamente valido non può conoscere che essenze e rapporti di essenza, perciò può produrre, ed in mododefinitivamente valido, tutto ciò che è necessario per intendere con chiarezza ogni conoscenza empirica ed ogni conoscenzain generale, ossia la spoegazione della “origine” di tutti i principi logico-formali e logico-naturali e di qualunque principio-guida, di tutti i problemi intrinsecamente connessi della correlazione tra “essere” (della natura, del valore) e “coscienza”.

Edmund Husserl, La filosofia come scienza rigorosa, Paravia, Torino, 1975, pag. 52.

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