Camus: le falsità assassine del potere

Il giorno dopo la seduta, la febbre fece un altro lieve balzo; la notizia passò anche sui giornali, ma sotto una forma benevola: si accontentarono di qualche allusione. In ogni caso, due giorni dopo la seduta, Rieux poteva leggere certi manifestini bianchi che la prefettura aveva fatto rapidamente incollare negli angoli più discreti della città. Era difficile ricavare da tali avvisi la prova che guardavano un faccia la situazione. Le misure non erano draconiane e sembrava che si fosse molto sacrificato all’idea di non preoccupare l’opinione pubblica. L’esordio del decreto annunciava, infatti, che alcuni casi d’una febbre perniciosa, di cui non si poteva ancora dire se fosse infettiva, si erano manifestati nel comune di Orano.

Albert Camus, La peste, Bompiani, Milano, 1982, pag. 41.

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