web e filosofia

Il web è divenuto un affare enorme, il primo strumento di controllo sociale nella storia accettato, voluto e sottoscritto dai controllati stessi; per alcuni è solo uno strumento di promozione politica.

Ma la sequenza apparentemente inesauribile di nuovi servizi online; l’ingresso – più sulla carta che reale – dell’e-learning nelle scuole; l’uso a metà fra il politico e l’economico della “democrazia elettronica”; la commistione di leggende, paura e realtà nella descrizione dei social network; questo e altro ancora oscurano le radici storiche, i presupposti culturali e le motivazioni morali di molti protagonisti che hanno fatto il web.

Conoscere questa realtà complessa richiede l’atteggiamento filosofico di chi osserva oggetti ed eventi chiarendone le condizioni di esistenza e chiarendo a sé stessi il proprio orizzonte interpretativo. L’atteggiamento filosofico di chi non vuole arrestarsi all’opinione.

Un punto di partenza fra i tanti è John Perry Barlow. Personaggio multiforme: paroliere di un mitico gruppo rock californiano degli anni Sessanta, i Grateful Dead; si occupa di diritti civili e poi di diritti digitali. E’ confondatore della Electronic Frontier Foundation che si occupa della difesa della libertà su internet. Partecipa a The Well, (presentazione in italiano) comunità di artisti, letterati e musicisti che difendono la circolazione libera e gratuita di idee e prodotti d’arte. Nel 1996 pubblica A Cyberspace Independence Declaration, traduzione in italiano, il manifesto che annuncia la rivoluzione digitale, suggerendo una analogia con la Rivoluzione americana. Fellow del Berkman Center for Internet & Society presso Harvard (Wikipedia, sito ufficiale).

Una nota a margine di Barlow, dei Grateful Dead e della libertà: un esempio della cultura della libera e gratuita condivisione di conoscenza è il sito: www.archive.org da cui è possibile scaricare una grandissima quantità di documenti digitali di letteratura mondiale, filosofia, televisivi e musicali. Tutti i concerti dal vivo dei Grateful Dead dal 1968. Ma anche le opere di molti musicisti che altrimenti sarebbero ignoti.

Musica e internet sono intimamente collegati e non solo per i servizi a pagamento inventati da qualche anno a questa parte.

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