Camus 02

Oggi, noi siamo sempre pronti a giudicare, come a fornicare. Con questa differenza, che non c’è il timore di non riuscire. Se ne dubitasse, ascolti, d’agosto, negli alberghi di villeggiatura, i discorsi a tavola dei nostri caritatevoli compatrioti che vanno a fare cura di noia. Se esitasse ancora a concludere, legga gli scritti dei grandi uomini del momento. Oppure osservi in famiglia, ne rimarrà edificato. Caro amico, non offriamo loro il destro di giudicarci, nemmeno per un poco! Altrimenti ci sbranano. Siamo costretti a muoverci con la stessa prudenza del domatore. Se per disgrazia, prima di entrare in gabbia, si taglia col rasoio, che boccone per le bestie feroci! L’ho capito tutt’a un tratto il giorno in cui m’è venuto il sospetto di non essere così ammirevole. Da allora son diventato diffidente. Visto che sanguinavo un poco, sarebbero andati fino in fondo: mi avrebbero divorato.

A. Camus, La caduta, Bompiani, Milano, 1980, pag. 50.

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2 commenti
  1. Renato ha detto:

    “Il dialogo, relazione di persone, è stato sostituito dalla propaganda e dalla polemica, che sono due generi di monologo” Camus (L’uomo in rivolta, Bompiani)

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