la rotta gentile dei viaggi filosofici

Il 22 novembre si è tenuto la seconda tratta del viaggio filosofico nella gentilezza. Al Museo Regionale di Scienze Naturali, circondati dalle fotografie di Gianni Berengo Gardin, Leslie Cameron-Curry e Renato Lavarini hanno discusso assieme ai presenti di gentilezza.

Il primo passo è stato distinguere fra i termini urbanità e gentilezza, dove il primo indica quella non belligeranza di superificie, spesso non profonda ma necessaria nei rapporti fra estranei che convivono e condividono gli spazi affollati e i tempi ristretti della città; mentre per comprendere il secondo abbiamo parlato di compassione e riconoscimento dell’altro nonché di resa come condizione della possibilità della relazione con l’altro.

Essere gentili, ci ha ricordato una signora, porta con sé il rischio di un fraintendimento: si viene giudicati dei deboli, quando, al contrario, la forza profonda ed efficace è la gentilezza che schiude uno spazio di riconoscimento dell’altro. Grazie a questa specie dicapovolgimento, la gentilezza può dissinnescare le dinamiche di sopraffazione o di sudditanza. Da queste riflessioni una infermiera ci ha parlato della presenza delle gentilezza nelle relazioni di cura, pur essendo questa caratterizzata da una assimetria fra chi si prende cura e la persona curata e accudita.

Dalla condizione delle persone curate abbiamo fatto un balzo al problema della relazione fra verità e gentilezza nella relazione con l’altro. Un uomo ha dichiarato la sua diffidenza nei confronti della gentilezza perché spesso usata per nascondere la verità, come nel caso dei venditori che devono essere gentili per conquistare la fiducia del cliente, nascondendo intenzionalmente l’obiettivo finale. Tuttavia, ci è parso che la gentilezza si profondamente intrecciata al riconoscimento rispettoso della verità dell’altro. Basti osservare che siamo gentili proprio con le persone che ci sono più care, forse perché ne conosciamo limiti, possibilità. gioie e dolori. Stiamo vicino ai nostri cari con gentilezza, proprio perché ne riconosciamo il percorso dell’anima che si agita nel negativo.

Riporto alcuni termini raccolti lungo il tragitto e che mostrano come questo resoconto sia parziale e incompleto. Speriamo che vogliate aggiungere idee, riflessioni ulteriori.

  • Compassione, superiorita’ e gentilezza
  • Compassione e misericordia
  • Gentilezza e umore del momento
  • Gentilezza e autocompiacimento
  • Ribaltamento dei ruoli e dei rapporti di forza e debolezza
  • Rispecchiarsi nell’altro
  • Gentilezza è disarmante
  • Gentilezza e potere
  • Gentilezza e suditanza
  • Gentilezza non è decisa a priori
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